Dott.ssa Valentina Bernacchini Biologo Nutrizionista a Macerata. Tel +39 339.75.37.129
Dott.ssa Valentina Bernacchini Biologo Nutrizionista a Macerata. Tel +39 339.75.37.129

Come prevenire il tumore del colon-retto

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro ha recentemente pubblicato le maggiori evidenze scientifiche per la prevenzione del tumore del colon-retto. La loro ricerca si è focalizzata nell’individuare come la dieta, la nutrizione, il peso corporeo e l’attività fisica influenzano l’insorgenza del tumore e la sopravvivenza allo stesso.

Sono stati analizzati 99 studi da tutto il mondo, esaminando più di 29 milioni di adulti e e più di 247,000 casi di cancro del colon-retto.

Il report pubblicato non solo mette in luce i fattori che riducono il rischio di insorgenza del tumore e quelli che lo promuovono, ma anche se l’influenza sia convincente e ampiamente dimostrata. Quando parliamo di scienza ciò che conta sono i numeri, più abbiamo a disposizione studi che giungono alla stessa conclusione e più il risultato è convincente (strong evidence). Se gli studi sono invece limitati e/o contraddittori (limited evidence) vuol dire semplicemente che abbiamo bisogno di altre ricerche per verificare che le nostre supposizioni siano esatte o sbagliate.

 

   I risultati dello studio con una forte evidenza scientifica

nutrizionista macerata

I FATTORI CHE RIDUCONO IL RISCHIO:

  • l’attività fisica;
  • il consumo di cibi integrali, di quelli ricchi in fibre e del latte e dei derivati;
  • una supplementazione di calcio (200-1000 mg/giorno);

I FATTORI CHE PROMUOVONO L’INSORGENZA:

  • il consumo della carne processata (es. affumicata, insaccati) e/o carne rossa (vitello, maiale, agnello, capra; più di 500g a settimana);
  • il consumo di 2 o più bevande alcoliche al giorno (30g al giorno di alcol);
  • essere sovrappeso o obeso;
  • l’altezza dell’adulto, in quanto è direttamente proporzionale al rischio di sviluppare il tumore, a causa della correlazione con fattori genetici, ambientali, ormonali e dei fattori di crescita che hanno  influenzato lo sviluppo.

Risulta quindi abbastanza banale cosa possiamo fare per prevenire il rischio di insorgenza di questa patologia, soprattutto per coloro che sono maggiormente a rischio, come chi ha già casi in famiglia o per tutta la popolazione italiana del Centro-Nord, maggiormente predisposta.

Nel tempo le ricerche amplieranno le nostre conoscenza sui fattori di rischio e di prevenzione, ma ad oggi abbiamo a disposizione una buona base di partenza per tutelare la nostra salute.

Se volete scaricare la versione originale in inglese e approfondire l’argomento cliccate qui.