Dott.ssa Valentina Bernacchini Biologo Nutrizionista a Macerata. Tel +39 339.75.37.129
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I disturbi del comportamento alimentare – Parte I

nutrizionista bernacchini macerata

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) comprendono un ampio spettro di patologie. Le più comuni sono: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disordine da alimentazione incontrollata (BED). Ciò che accomuna questi disturbi è un rapporto distorto con il cibo, l’immagine corporea e il peso, che non significa necessariamente essere in sovrappeso o sottopeso. Anche persone normopeso possono essere affette dalla patologia.

 

     Qualche numero

I DCA vengono spesso etichettati come patologie occidentali, ma ciò che rende difficile la loro corretta stima è la mancanza di protocolli di indagine uniformati e condivisi. In Italia l’incidenza dell’anoressia nervosa è di 8 nuovi casi ogni 100 mila donne in un anno, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4. La bulimia, invece, registra 12 nuovi casi tra le donne e circa 0,8 tra gli uomini.  Come possiamo dedurre, il 95,9% delle persone colpite sono donne, anche se la diffusione negli uomini è in aumento e rimane ad oggi sottostimata.

Un dato allarmante è che, negli ultimi decenni, c’è stato un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza, tanto che sono sempre più frequenti diagnosi prima del menarca, anche fra gli 8-9 anni d’età. Le conseguenze potrebbero essere disastrose se non prontamente affrontate, con danni permanenti soprattutto a carico dei tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale.

 

    Cosa notare e come riconoscerli

Partiamo per gradi. Per risolvere un problema dobbiamo prima essere capaci di riconoscerlo. Quando consideriamo i DCA, spesso, nei pazienti affetti, manca la consapevolezza della malattia e delle possibili conseguenze. Ecco perché diventa essenziale saperli riconoscere da chi condivide la vita con loro, a maggior ragione se si tratta di adolescenti. Ovviamente si tratta di patologie complesse e non facili da riconoscere, in particolare in una fase iniziale, ma sicuramente se sappiamo cosa notare abbiamo più possibilità di intervenire precocemente.  Ecco quindi quali sono le alterazioni più comuni da considerare: la restrizione dietetica, la presenza di abbuffate e di comportamenti di compenso. In base alla gravità e al tipo di DCA avremo casi diversi da persona a persona, quindi non necessariamente saranno presenti tutte le alterazioni, nella stessa intensità.

La restrizione calorica. Rappresenta la limitazione volontaria dell’alimentazione al fine di ridurre l’apporto calorico e ottenere una perdita di peso o un controllo del peso. Le manifestazioni possono essere variegate: saltare i pasti, periodi di digiuno totale, riduzione della varietà di alimenti e esclusione di quelli più calorici e grassi (o ritenuti tali, es. i condimenti, la pasta, il pane e i dolci), ritualità nel consumo dei pasti (es. costanza nella tipologia, dimensioni, colore, luoghi dei pasti, utensili usati), alto consumo di bevande per aumentare la sazietà e/o per ottenere un effetto energizzante (acqua, tisane, tè, caffè), riduzione del cibo in piccoli bocconi e lenta masticazione, evitamento di situazioni familiari e pranzi sociali in cui sia presente cibo, preferenza nel mangiare da soli, un’alimentazione ‘vicaria’ (mangiare attraverso gli altri cucinando cibi energetici come dolci), pensiero costante rivolto al cibo.

Le abbuffate. Si riferisce ad un periodo ti tempo nel quale viene ingerita una quantità di cibo elevata, maggiore per la maggior parte delle persone che si trovassero nelle stesse condizioni e per lo stesso tempo. Affiancata speso dalla sensazione di perdere il controllo durante l’evento e di non riuscire a smettere di mangiare e/o non controllarne la quantità ingerita. I cibi ingeriti in questa fase sono, in genere, quelli evitati nelle fasi di restrizione, come grassi, cioccolato, dolci, ecc.

Comportamenti di compenso. L’abbuffata può essere seguita da fenomeni di compenso per eliminare le calorie in eccesso, ad esempio da vomito, uso di lassativi o di diuretici. Nella maggior parte dei casi uno dei comportamenti più noti in quasi tutti i pazienti è la presenza di un eccessivo esercizio fisico, svolto al fine di aumentare le calorie giornaliere bruciate e spesso svolta dopo un pasto considerato ‘troppo abbondante’.

 

     I sintomi

nutrizionista bernacchini macerata
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Ricordate che i sintomi da malnutrizione hanno un ruolo da protagonista nell’alimentare e mantengono la patologia, spesso perché vengono interpretati in modo disfunzionale, ossia come minaccia al controllo del peso o dell’alimentazione, con la conseguenza che l’individuo aumenta ancora di più il controllo e la restrizione dietetica, dando il via ad un circolo vizioso che si autoalimenta.

 

     Le conseguenze

I DCA, se non trattati in tempo e con metodi adeguati, possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, ecc.) e, nei casi più gravi, portare alla morte. Basti pensare che all’anoressia nervosa è collegata una mortalità 5-10 volte maggiore di quella di persone sane della stessa età e sesso. E’ per questo che l’intento di questo articolo è fornire delle informazioni pratiche su come intervenire e che tipo di percorso scegliere e intraprendere. Se avete qualcuno accanto affetto da questi disturbi, sapete quanto siano complessi ed impegnativi, non solo per chi li vive, ma anche per chi le affianca. Spesso le famiglie si sentono sole e impotenti e non sempre si ha ben in mente come intervenire e cosa fare.

 

Nella parte II verranno analizzate le tecniche di riabilitazione nutrizionali e psicologiche indicate nel trattamento dei DCA.

 


Fonti: